• Chi siamo

    L’azienda, a conduzione familiare, è arrivata alla terza generazione.Nata nel 1953, Nisa ha continuato la sua corsa grazie a Giulietto Fabiani che, dopo l’uscita di scena dei suoi 2 soci e amici, ha creduto nell’azienda e nel 1980 ha assunto suo figlio Enzo. [...]
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  • Storia

    La storia di Nisa inzia da una molla.. una vera molla. Un giorno, nel lontano 1953, il giovane Pino Fregnani, riposandosi all’ombra di un fico, ebbe l’idea di un nuovo tipo di molla che avrebbe migliorato la comodità della sella. [...]
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  • Prodotti e Servizi

    Selle e accessori per moto e scooter, Psicomotricità e arredo, Nautica e palestre, Termoformatura e saldatura [...]
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  • Referenze

    Imbottitura ricreata completamente a mano per adattarsi alla nuova lunghezza del fondo. Coprisella con motivo a 'dune' e cuciture in evidenza. “Gentile Fabio la sella non è bella, è s p e t t a c o l a r e !
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La nostra storia

Gli inizi (anni ’50)

La storia di Nisa inzia da una molla.. una vera molla.
Un giorno, nel lontano 1953, il giovane Pino Fregnani, riposandosi all’ombra di un fico, ebbe l’idea di un nuovo tipo di molla che avrebbe migliorato la comodità della sella.
Dopo aver descritto il progetto all’amico Livio Zozzi, i due iniziarono a produrre  a mano le prime selle da moto che poi andavano a vendere nei mercatini in provincia di Arezzo. Dato che il periodo sembrava propizio, in quanto gli anni ’50 furono la cornice di un Italia che saliva in sella e si ‘motorizzava’, Livio e Pino decisero di costituire una piccola azienda e di entrare nel mercato. Prima però, serviva qualcuno che si occupasse della parte burocratica e finanziaria del progetto, qualcuno che avesse dimestichezza con i numeri e fu così che Giulietto Fabiani (nostro nonno) entrò nel team.
Il giorno 8 agosto del 1953 nasceva ufficialmente N.I.S.A.  -Nuova Industria Selle e Affini- frutto della determinazione di tre giovanotti appassionati di moto e di buone idee. 

Alla fine degli anni ’50 Nisa iniziò ad ampliare la propria produzione, oltre alle selle furono introdotti paragambe, serbatoi e parabrezza.

“Livio si occupava degli stampi e dei modelli, Pino della lavorazione dei paragambe e del trancio della lamiera e Giulietto seguiva clienti, fornitori e tutto quello che c’era da fare in ufficio. Questa formazione rimase tale anche negli anni a venire, ognuno faceva ciò che più gli piaceva e si addiceva alla propria personalità e, in pochi anni, l’azienda si affermò sul mercato.”

 CATALOGO ’56-‘57

La sede della Nisa si trovava nel centro storico di Forlì. Inizialmente i dipendenti erano tre più i tre soci poi, quando gli ordini iniziarono ad essere numerosi, anche il personale aumentò. “Il clima in azienda è sempre stato familiare”.

In quegli anni, le selle venivano assemblate interamente a mano.
I fondi sella esistevano solo a molle: si compravano le molle, si costruiva a mano il telaio in ferro e si montava il tutto. I coprisella invece erano composti da uno strato di gomma da 4/5 mm su cui era cucita la copertina di fintapelle; una volta unite le due parti, si applicavano delle linguette nell’interno del coprisella che servivano per attaccarlo al telaio.  

 TELAI

Gli anni ’60-‘70

Il mercato della moto continua ad essere in espansione e Nisa lavora con alcune delle più importanti marche italiane del settore:
MOTO MORINI (si producevano selle per quasi tutti i modelli), TESTI, BENELLI, CIMATTI, ITALJET, LAMBRETTA, MOTOM..
Oltre a selle e coprisella, ve molto bene la produzione di paragambe, parabrezza, carenature, serbatoi e parafanghi. 

 CUPOLINO

Gli anni ’70 vedono l’introduzione di nuovi materiali e lavorazioni che modificano il classico concetto della sella e offrono una serie di miglioramenti in termini di confort e personalizzazione. 
Arrivano i primi fondi sella in lamiera. “Alla Nisa spesso il sabato pomeriggio i tre soci e alcuni operai andavano a pescare al capanno di  Fregnani  a Fosso Ghiaia e prima di partire per la pesca, ci si trovava in azienda per verniciare i fondi delle selle.. tutto rigorosamente a mano! Ci si metteva in fila e, dopo che il primo aveva scaldato la lamiera con una fucina, la passava al secondo che la immergeva nella vernice e così via fino all’ultimo che appendeva il fondo sella a un grosso filo per farlo asciugare. Poi.. tutti a pescare!” (Marino, operaio storico della  Nisa)
Per quanto riguarda le imbottiture, vanno scomparendo quelle in agglomerato, a vantaggio di quelle in poliuretano: molto più leggere e confortevoli.
Sempre in questi anni c’è un evoluzione nel settore del coprisella, vengono introdotte le serigrafie (prima si usavano solo targhette) e la stampatura in radiofrequenza.

 

IMBOTTITURA IN POLIURETANO

Gli anni ‘80

In questi anni inizia una nuova era, quella che riguarda la ‘motorizzazione’ degli adolescenti. C’è un vero e proprio boom di ‘cinquantini’ e Nisa cavalca l’onda sulla sella lunga del CIAO e del FIFTY

 

SELLA BIPOSTO CIAO

Nel 1980 Enzo, il figlio di Giulietto Fabiani, entra a far parte dell’azienda e prende contatti con nuove case motociclistiche tra cui Malaguti.
Nel 1986 Nisa si trasferisce in un nuovo capannone, molto più grande e con spazi adeguati ai grandi numeri della produzione di questi anni.
Arrivano i fondi sella in resina.

Gli anni ‘90

Tra la fine degli anni 80 e primi anni ’90 il settore delle moto vive un periodo di crisi che (nel 1991) costringe l’azienda ad una riduzione del personale. Fortunatamente nel 1994 la produzione riparte grazie anche alla collaborazione con Malaguti che lancia nuovi modelli di scooter come l’F10, l’F12, il Ciak etc.. Nisa riassume i suoi dipendenti e, con l’introduzione di nuovi macchinari e materiali, la velocità di produzione aumenta e si arrivano a produrre fino a 100 mila selle all’anno.
Un importante novità è l’introduzione dei fondi sella in polipropilene, materiale molto leggero che, abbinato all’imbottitura in poliuretano espanso, rende la sella ancora più confortevole.

Ad oggi..

Dalla fine degli anni 90 ad oggi l’azienda ha vissuto fasi alterne, la concorrenza dei mercati esteri (Cina, Vietnam, India etc..) ha fatto si che molte aziende italiane abbiano spostato la produzione in questi paesi, dove la manodopera e i materiali hanno costi molto bassi e il prodotto finito, seppur di qualità diversa da quella italiana, ha un prezzo molto concorrenziale.
Nel 2008 Enzo Fabiani apre l’azienda a nuovi prodotti: poltrone per saloni estetici, rivestimenti per la cuscineria nautica e per le palestre.
Nell’ottobre del 2011 Malaguti chiude e Nisa accusa un duro colpo. Nonostante ciò l’azienda continua a produrre selle sia per il mercato italiano sia per l’estero, e mantiene elevati standard in termini di qualità e innovazione.
Attualmente l’azienda, grazie anche alla sua storia e alla grande esperienza del personale che ci lavora, è in prima linea nel settore del restauro di selle per moto d’epoca.